Interporto Pordenone, l’assemblea dei soci approva in via definitiva il progetto della Newco pubblico-privata per il Terminal Intermodale

Dopo il via libera della Corte dei Conti, l’Assemblea dei soci di Interporto – Centro Ingrosso di Pordenone Spa, riunitasi il 26 ottobre, ha approvato in via definitiva il progetto per la costituzione della società a partecipazione mista pubblico-privata che gestirà il Terminal Intermodale. L’approvazione dell’assemblea rappresenta il completamento dell’iter avviato dal Consiglio di amministrazione lo scorso luglio, quando era stata approvata la relazione che illustrava motivazioni, obiettivi e sostenibilità dell’operazione, successivamente sottoposta ai soci e agli organismi di controllo previsti dalla normativa vigente.

L’esito positivo delle verifiche e il pronunciamento favorevole della Corte dei Conti consentono ora di passare alla fase operativa del progetto, che prevede l’avvio della procedura pubblica per la selezione del partner industriale privato attraverso una gara a doppio oggetto. Tale procedura individuerà contemporaneamente il socio privato di maggioranza della Newco, l’affidamento della gestione del Terminal Intermodale e la durata, di 12 anni, della stessa gestione.

«L’approvazione definitiva da parte dell’assemblea dei soci rappresenta un passaggio fondamentale per il futuro dell’Interporto e del Terminal Intermodale», dichiara l’amministratore delegato Sergio Bolzonello. «Si conclude questa tappa di un percorso amministrativo complesso e rigoroso che ha confermato la validità della scelta compiuta. Ora possiamo procedere con la fase di selezione del partner industriale, con l’obiettivo di garantire una gestione efficiente, competitiva e orientata allo sviluppo dei traffici ferroviari e logistici».

Il nuovo modello societario punta a coniugare il mantenimento del controllo pubblico sull’infrastruttura strategica con l’apporto di competenze industriali, capacità operative e investimenti privati, assicurando maggiore stabilità nella gestione e nuove opportunità di crescita per il polo logistico pordenonese.

Per il presidente Silvano Pascolo, il via libera dell’assemblea segna l’avvio di una nuova fase per l’Interporto: «Con questo voto i soci hanno confermato una scelta strategica che guarda al lungo periodo. Il Terminal Intermodale costituisce una risorsa essenziale per il tessuto produttivo e manifatturiero del territorio. La futura NewCo consentirà di rafforzarne la competitività, migliorare l’integrazione con le reti logistiche nazionali ed europee e valorizzare ulteriormente il ruolo di Pordenone all’interno dei principali corridoi di trasporto».

La relazione approvata nei mesi scorsi aveva evidenziato la conformità dell’operazione ai principi del Testo unico sulle società partecipate, la sostenibilità economico-finanziaria del progetto e la compatibilità con la normativa europea. Il modello individuato è stato ritenuto lo strumento più adeguato per assicurare continuità di gestione, sviluppo infrastrutturale e crescita delle attività del Terminal.

La società è già al lavoro sulla predisposizione della documentazione di gara. «Con l’approvazione dell’assemblea e il parere favorevole della Corte dei Conti entriamo nella fase più operativa del progetto», aggiunge l’amministratore delegato Sergio Bolzonello. «Stiamo già lavorando al bando di gara che porteremo all’attenzione del Consiglio di amministrazione nelle prossime settimane. L’obiettivo è arrivare alla pubblicazione entro la fine di novembre, rispettando il cronoprogramma che ci siamo dati e creando le condizioni per individuare un partner industriale in grado di accompagnare lo sviluppo del Terminal e rafforzarne il ruolo nel sistema logistico regionale e nazionale».

Interporto – Centro Ingrosso di Pordenone Spa approva il bilancio 2025. Crescita dei ricavi, solidità patrimoniale e sviluppo infrastrutturale

Via libera dai soci all’iter per la costituzione della Newco

Pordenone, 3 giugno 2026 — L’Assemblea dei soci di Interporto – Centro Ingrosso di Pordenone Spa ha approvato il bilancio d’esercizio 2025, che si chiude con un utile netto di 338.617 euro, confermando la solidità economica e gestionale della società nonostante la contrazione dei proventi finanziari e il contesto di mercato complesso.

Il valore della produzione sale a 4.734.228 euro, con un incremento del 7,41% rispetto al 2024, trainato principalmente dal settore immobiliare e dal rafforzamento dell’attività intermodale. Il Margine Operativo Lordo (EBITDA) cresce a 790.071 euro, mentre il risultato operativo corrente si attesta a 560.054 euro.

«Il 2025 è stato un anno di tenuta e consolidamento, in cui abbiamo confermato la capacità dell’Interporto di generare valore e sostenere il sistema logistico e produttivo del territorio» dichiara Sergio Bolzonello, amministratore delegato della Spa. «L’aumento del valore della produzione e la crescita dell’EBITDA dimostrano la solidità delle nostre linee di business, in particolare nel comparto immobiliare e nella gestione del Terminal intermodale».

Investimenti e opere realizzate nel 2025

Nel corso del 2025 Interporto – Centro Ingrosso di Pordenone ha proseguito con decisione il percorso di sviluppo infrastrutturale previsto dal Piano Industriale 2025–2030, portando avanti un insieme articolato di interventi che rafforzano la piattaforma logistica e la capacità operativa del sito. L’anno è stato caratterizzato da un’intensa attività progettuale e realizzativa, che ha interessato sia il comparto immobiliare sia l’area intermodale. Tra le opere più rilevanti figurano il completamento dell’ampliamento del Centro Servizi, destinato a ospitare i nuovi uffici della società, e la realizzazione del piazzale a servizio della Motorizzazione Civile, infrastruttura che migliora l’accessibilità e la funzionalità dell’area. Sono stati inoltre avviati interventi mirati al contenimento dell’impatto acustico, con l’installazione di barriere mobili all’interno del terminal intermodale, e sono stati completati i lavori per il parcheggio di accesso al terminal, comprensivi della nuova rotatoria e dell’ampliamento degli spazi di sosta.

Sul fronte ferroviario, il 2025 ha visto l’avanzamento delle opere di ampliamento del piazzale intermodale, sia nelle componenti civili sia in quelle impiantistiche, e la prosecuzione dei lavori relativi alla Asta di manovra da 750 metri, articolata in due stralci: il primo dedicato al cavalcavia e al fascio binari di sosta, il secondo al rilevato ferroviario e alle opere civili. L’intervento, strategico per l’adeguamento agli standard europei e per l’attrattività del terminal, ha incontrato alcune criticità tecniche nel corso dell’esercizio, superate nei primi mesi del 2026, consentendo alla società di confermare la piena operatività del cronoprogramma.

«Gli investimenti del 2025 rappresentano un tassello fondamentale del nostro percorso di crescita» sottolinea Bolzonello. «Abbiamo lavorato su infrastrutture che aumentano la capacità logistica, migliorano la qualità dei servizi e preparano l’Interporto alla nuova fase che si aprirà con la gara per la gestione del terminal. È un lavoro che guarda lontano e che rafforza il ruolo strategico della nostra piattaforma per il territorio».

Il presidente Silvano Pascolo evidenzia la visione di lungo periodo: «La società sta portando avanti un piano di sviluppo coerente, solido e orientato alla competitività. Le opere realizzate nel 2025 e quelle in corso rappresentano un investimento sul futuro del sistema produttivo pordenonese e regionale. Continueremo a garantire una gestione attenta, trasparente e capace di sostenere la crescita».

Equilibrio patrimoniale e riduzione dell’esposizione bancaria

Il bilancio evidenzia un rafforzamento del capitale circolante, che passa da 11,6 a 18,9 milioni di euro, e una riduzione dell’esposizione bancaria sul circolante, in calo del 53,52%. Gli indicatori economico-finanziari mostrano una redditività in flessione (ROE al 2,61%, ROS al 18,88%), ma coerente con la contrazione dei proventi finanziari e con l’avanzamento dei cantieri previsti dal Piano Industriale 2025–2030.

Prospettive: sviluppo infrastrutturale e nuova gara per il Terminal

Il 2026 sarà un anno di transizione per il Terminal intermodale, in attesa della gara che definirà, dalla metà del 2027, la nuova configurazione pubblico-privata della gestione. A questo proposito, in ossequio all’iter previsto dalla legge, l’Ad Bolzonello ha presentato ai soci l’informativa di dettaglio sull’operazione che ha ricevuto l’ok dell’assemblea.

Nel frattempo, la società proseguirà con l’attuazione del Piano Industriale 2025–2030, che prevede interventi infrastrutturali, efficientamento energetico e valorizzazione degli asset immobiliari.

«Guardiamo ai prossimi anni con una visione chiara» conclude Bolzonello. «Interporto Pordenone continuerà a essere un punto di riferimento logistico e produttivo per l’intero territorio, rafforzando il proprio ruolo strategico e accompagnando la crescita delle imprese locali».

Interporto di Pordenone avvia il percorso per la costituzione di una Newco pubblico-privata per la gestione del Terminal Intermodale

Pordenone, 3 giugno 2026 – Interporto Centro Ingrosso di Pordenone Spa avvia ufficialmente il percorso per la costituzione di una Newco a partecipazione mista pubblico-privata dedicata alla gestione del Terminal Intermodale di Pordenone. Lo fa attraverso una informativa ai soci, presentata nel corso dell’assemblea di approvazione del bilancio.

L’iniziativa, prevista dal D.Lgs. 175/2016 (TUSP), rappresenta il passaggio strategico più rilevante del Piano Industriale 2025–2030 e punta a garantire stabilità, sviluppo e competitività a una delle infrastrutture logistiche più importanti del Friuli Venezia Giulia.

Una scelta strategica per il futuro del terminal

La Newco sarà partecipata al 40% da Interporto di Pordenone e al 60% da un partner privato selezionato tramite procedura a evidenza pubblica. La società avrà una durata legata al contratto di gestione del terminal – 12 anni, prorogabili fino a 19 – e sarà chiamata a sviluppare, commercializzare e gestire i servizi intermodali ferroviari e stradali, oltre alle attività complementari.

«La costituzione della Newco – spiega l’amministratore delegato Sergio Bolzonello – è la scelta necessaria per garantire al terminal una gestione stabile, industriale e orientata allo sviluppo dei traffici. Vogliamo costruire un modello che metta al centro il territorio e che allo stesso tempo dialoghi con i grandi operatori internazionali della logistica».

Perché una Newco

La decisione nasce dall’analisi delle criticità del modello di gestione esternalizzato, che negli ultimi anni ha mostrato limiti significativi: scarsa integrazione con il tessuto industriale locale, debole attività di marketing, vulnerabilità ai cambiamenti del mercato e rischio di “lock-in” dei flussi verso terminal concorrenti.

La Newco consentirà invece di attivare partnership con operatori MTO e imprese ferroviarie internazionali, creando economie di rete e nuove relazioni logistiche; stabilizzare i traffici e ridurre la dipendenza dalle dinamiche speculative del mercato; rafforzare il ruolo strategico del terminal lungo i corridoi TEN-T Baltico e Mediterraneo; sostenere la competitività del sistema produttivo regionale, offrendo servizi logistici più efficienti e integrati; valorizzare gli investimenti pubblici già realizzati sul terminal; garantire una governance pubblico-privata con poteri di indirizzo e controllo in capo al socio pubblico.

Caratteristiche della nuova società

La Newco sarà una società di capitali, con orientamento attuale verso la forma di Srl.

Tra gli elementi principali: gestione operativa del terminal intermodale e dei servizi ferroviari e stradali; possibilità di esercizio diretto di impresa ferroviaria; canone di utilizzo dell’infrastruttura composto da quota fissa e variabile; rappresentanza del socio pubblico negli organi di governance; facoltà di assorbire il personale attualmente impiegato nel terminal, salvaguardando professionalità e competenze; possibile conferimento alla Newco delle attrezzature di movimentazione già acquisite da Interporto.

Un’infrastruttura di interesse generale

Il Terminal Intermodale di Pordenone è inserito nel Regolamento UE 2024/1679 sulla rete transeuropea dei trasporti (TEN-T) ed è in fase di valutazione per l’inserimento tra gli interporti di rilevanza nazionale. Il recente sopralluogo del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha confermato la presenza dei requisiti richiesti.

Il percorso amministrativo

L’informativa ai soci che, come detto, è stata presentata in assemblea, avvia ora il procedimento previsto dal TUSP, che prevede una delibera del Cda con motivazione analitica; la trasmissione dell’atto ad Agcm (l’Autorità garante della concorrenza e dei mercati) e alla Corte dei Conti; quindi le delibere degli enti soci (Camera di Commercio Pordenone-Udine, Comune di Pordenone, altri soci); una delibera dell’assemblea dei soci di Interporto; la gara pubblica per la scelta del socio privato di maggioranza; la costituzione della Newco e la stipula del contratto di gestione.

Inaugurazione dell’Interporto di Pordenone: infrastrutture, visione e collaborazione per il futuro logistico del Nord-Est

Una giornata dal forte valore simbolico e strategico quella vissuta a Pordenone in occasione dell’inaugurazione di cinque nuove opere all’interno dell’Interporto, nel cinquantesimo anniversario della sua fondazione. Un evento che ha riunito istituzioni, imprese e rappresentanti del mondo logistico e ferroviario, mettendo al centro il ruolo dell’Interporto come polo intermodale di rilevanza regionale, nazionale ed europea.

Ad aprire gli interventi, dopo i saluti del presidente di Interporto Pordenone spa, Silvano Pascolo, è stato Sergio Bolzonello, che ha voluto ringraziare il consiglio di amministrazione, i soci – Camera di Commercio e Comune in primis – e tutto il personale. “Siamo in sette, ma rappresentiamo un polo logistico intermodale collocato in una zona privilegiata, nel comparto industriale più importante tra Veneto e Friuli”, ha sottolineato, ricordando i collegamenti strategici con l’autostrada, la rete ferroviaria e i porti di Trieste e Venezia, snodi fondamentali dei grandi corridoi europei.

L’Interporto si estende su un’area complessiva di 895 mila metri quadrati, di cui 158 mila già internalizzati. Sono attualmente in corso importanti lavori, tra cui l’allungamento dell’asta di manovra ferroviaria fino a 750 metri e il primo stralcio di nuove opere infrastrutturali, con un orizzonte temporale che guarda al 2027. Accanto all’asta di manovra è prevista un’area di espansione strategica destinata a supportare il terminal con nuovi magazzini, mentre sul fondo del terminal è in programma l’ampliamento del piazzale container.

Grande attenzione è stata riservata anche alla sostenibilità ambientale e all’integrazione con il territorio. È infatti in fase di realizzazione un corridoio ambientale che collegherà l’Interporto alla città, con pista ciclabile finanziata direttamente dalla società. All’interno del polo trovano spazio spedizionieri, il circuito doganale, il centro logistico e direzionale, la motorizzazione civile, officine, servizi e ulteriori aree di espansione.

Particolare rilievo assume la presenza di realtà strategiche come ARCS, l’Azienda regionale di coordinamento della Salute che ha qui il proprio magazzino dei farmaci, e da questo centro gestisce la distribuzione dei medicinali destinati alle aziende sanitarie e tutti gli ospedali della regione. Un esempio concreto di come la logistica sia ormai elemento chiave per la competitività del sistema produttivo.

Nel corso del 2026 è prevista la completa digitalizzazione dell’area interportuale grazie a fondi del MIT, risorse regionali e investimenti della società. “Digitalizzare il terminal significa aumentare la competitività e mettere in sicurezza un’area che oggi presenta alcune criticità”, ancora Bolzonello. Il nuovo sistema consentirà di monitorare i flussi degli automezzi, garantendo trasparenza e sicurezza, con la centralizzazione dei dati presso il comando della polizia locale e l’utilizzo delle informazioni anche per progetti del Comune.

Uno dei passaggi chiave riguarda la costituzione di una newco pubblico-privata che avrà il compito di gestire il terminal e portarlo a pieno regime. In questo contesto Bolzonello ha espresso un ringraziamento a InRail, partner fondamentale nella fase di transizione successiva alla chiusura del rapporto con Hupac. “Grazie a loro siamo riusciti a riaprire il terminal e a ridare servizio alle imprese del territorio”, è stato detto. “Il futuro del mondo ferroviario è fatto di collaborazioni”.

Martin Ausserdorfer, amministratore delegato di InRail, ha sottolineato l’importanza della collaborazione nel settore ferroviario, evidenziando come la sinergia tra le realtà locali, in particolare con Pordenone, sia stata agevolata dall’accoglienza di Bolzonello e Agrusti. “Abbiamo accettato questo impegno sulla fiducia avendo riconosciuto i vantaggi del territorio e delle partnership”. Per Ausserdorfer “il futuro del mondo ferroviario è basato sulle collaborazioni”, mentre il vantaggio competitivo della ferrovia rispetto al trasporto su gomma è intuibile: “28 autisti di camion oppure un macchinista di un treno?”. L’ad di InRail ha auspicato che l’Italia sviluppi ulteriormente il suo potenziale, con un modello che deve essere quello “del collegare e non del dividere, valorizzando la posizione strategica del Fvg rispetto alla Slovenia e all’Est Europa per migliorare l’interoperabilità ferroviaria verso est”.

Tra gli interventi più incisivi, quello di Michelangelo Agrusti, vicepresidente Cciaa Pordenone Udine, che ha definito la giornata “una grande giornata”, ricordando come l’Interporto possa ospitare in futuro anche attività di logistica militare. Ha inoltre sottolineato il legame strategico con il porto di Trieste: l’Interporto di Pordenone sarà parte integrante del retroporto triestino, mantenendo al tempo stesso collegamenti con Venezia e Genova. “Il collegamento tra Trieste e Pordenone è strategico e fondamentale”.

Non è mancato uno sguardo al contesto internazionale complesso. “In un tempo così difficile, con guerre ai confini di casa, manteniamo inalterato il nostro ottimismo”, ancora Agrusti. “Le guerre finiscono, e sono convinto che il mondo dopo sarà migliore”. Un ottimismo definito “della volontà”, accompagnato dalla consapevolezza del ruolo centrale della manifattura: “Siamo una grande realtà manifatturiera, la seconda potenza manifatturiera d’Europa e la settima del mondo. E lo vogliamo restare”.

Alessandro Basso, sindaco di Pordenone, si è unito ai ringraziamenti evidenziando come “Pordenone sta vivendo un momento positivo, e il sistema Pordenone si espande oltre i confini regionali, realizzando concretamente una visione condivisa e moderna. La città si conferma come snodo strategico e motore di sviluppo, mirando a obiettivi elevati, degni di una capitale italiana della cultura. La governance locale e la partecipazione sono il riflesso del benessere del territorio. Ringrazio Sergio Bolzonello, l’assessore Diomede e la regione Friuli Venezia Giulia per il supporto”.

Luca Ciriani, ministro per i rapporti con il Parlamento, ha dichiarato: “Inaugurare oggi rappresenta un raggio di luce in un contesto economico e internazionale complesso. Spero che questa crisi abbia breve durata, anche se al momento c’è grande preoccupazione per i suoi effetti sulla crescita del PIL e sull’inflazione. Siamo al lavoro per scongiurare le conseguenze peggiori e abbiamo già risolto il problema delle aziende escluse dai crediti d’imposta. Domani in Consiglio dei Ministri confermeremo il taglio delle accise, consapevoli che si tratta di interventi limitati rispetto alle difficoltà attuali”.

“La logistica è essenziale per la crescita economica delle nostre imprese: una buona logistica attrae investimenti e rende competitivo il settore manifatturiero. Non possiamo rinunciare a essere un grande paese industriale: l’industria deve poter viaggiare sui treni. La nostra regione è un hub logistico naturale tra Est e Ovest, e dobbiamo superare i campanilismi interprovinciali. Lo sviluppo del porto di Trieste porterà benefici a tutta la regione, compreso l’interporto di Pordenone”, ha aggiunto Ciriani.

Massimiliano Fedriga, presidente della Regione, ha sottolineato che “gli investimenti fatti sull’Interporto di Pordenone non sono per Pordenone ma per un sistema logistico che non è solo FVG, ma utile al Paese e all’Europa”, evidenziando la necessità di avere una visione prospettica e ribadendo l’importanza degli investimenti per rafforzare il sistema e dare prospettiva al territorio, anche alla luce del conflitto in Ucraina e del ruolo del corridoio Imec asse India-Europa che passa dal Fvg.

A chiudere la giornata, l’intervento del vescovo Giuseppe Pellegrini, che ha richiamato il valore della comunione, dello stare insieme e del fare rete. “A fare la differenza non sono i soldi, ma le persone che decidono di mettersi insieme e lavorare per il bene comune”.

Interporto Pordenone inaugura 5 opere previste dal piano di investimenti per implementare e potenziare il centro intermodale

Inaugurazione il 2 aprile 2026 per cinque interventi infrastrutturali previsti dal piano degli investimenti di Interporto Pordenone che “ridisegnano l’assetto del centro intermodale e dei servizi connessi alla logistica regionale – dichiara Sergio Bolzonello, amministratore delegato di Interporto Pordenone –. Si tratta di opere che spaziano dall’ampliamento dei piazzali operativi alla realizzazione di nuove aree di sosta certificate a livello europeo, fino alla creazione di spazi dedicati alla Motorizzazione civile. Il valore complessivo dei lavori supera 6 milioni di euro, finanziati attraverso una combinazione di fondi regionali, risorse europee del programma CEF e fondi propri della società”.

La cerimonia del taglio del nastro inaugurale delle 5 opere avviene in concomitanza con la partenza del primo treno della gestione dello scalo intermodale da parte di InRail, “evento – prosegue Bolzonello – che segna la ripartenza dell’attività dello scalo dopo lo stop degli ultimi mesi. Ora stiamo lavorando per la predisposizione del bando di gara per individuare un partner industriale che ci affianchi nella futura gestione del terminal intermodale”.

1. Aree di sosta e accessi al terminal: oltre 1,5 milioni per i “Parcheggi Sicuri UE”

Il primo intervento riguarda il completamento del centro intermodale con tre stralci coordinati: la realizzazione di un’area di sosta temporanea per i mezzi pesanti, la nuova rotatoria di accesso, il parcheggio di ingresso al terminal, progettato per ottenere la certificazione europea “Parcheggi Sicuri UE – livello bronzo”. L’intervento ha un valore di 1.563.500 euro, con opere affidate a un raggruppamento di imprese locali. L’opera è finanziata anche tramite fondi UE del progetto PASS4CORE-ITA 2, finanziato dal Programma Connecting Europe Facility – CEF 2021-2027. Si tratta di un tassello strategico del piano investimenti: l’Interporto punta infatti a rafforzare i servizi agli autotrasportatori e a migliorare la sicurezza delle aree di sosta, requisito sempre più richiesto dagli operatori internazionali.

2. Barriere fonoassorbenti mobili: mitigazione acustica per 947 mila euro

Il secondo intervento riguarda la realizzazione di barriere fonoassorbenti mobili per ridurre l’impatto acustico delle attività del terminal intermodale verso le aree circostanti. Il valore dell’opera è di 947.912 euro. L’intervento, finanziato da fondi regionali, rientra nella strategia di sostenibilità ambientale prevista dal piano del Cda, che aveva indicato la mitigazione acustica come priorità per la convivenza tra attività logistiche e aree urbane.

3. Ampliamento del piazzale operativo e alimentazione per gru a portale: il cantiere più rilevante (2,6 milioni)

Il terzo intervento, del valore di 2.644.400 euro, riguarda l’ampliamento del piazzale operativo del terminal e predisporre l’alimentazione in media e bassa tensione per le gru a portale. L’opera, finanziata anche da fondi europei, è un investimento chiave per aumentare la capacità operativa del terminal e per adeguarlo agli standard richiesti dai traffici intermodali in crescita.

4. Centro servizi: completamento del 3° stralcio per gli uffici del secondo piano

Il quarto intervento riguarda il completamento e la riorganizzazione interna del Centro Servizi, con opere edili, impiantistiche e di arredo per un valore di 229.684 euro. L’intervento, eseguito con fondi regionali e fondi propri, consente di ampliare gli spazi direzionali e amministrativi, in linea con la crescita delle attività e con la necessità di ospitare nuovi servizi e funzioni.

5. Piazzale per la Motorizzazione civile: quasi 1 milione di euro per esami, collaudi e revisioni

Un intervento innovativo riguarda la realizzazione di un piazzale dedicato alle attività istituzionali della Motorizzazione civile, destinato a ospitare esami di guida, collaudi e revisioni. Il valore dell’opera è di 986.508 euro, finanziata da due leggi regionali del 2022 e 2023. La presenza di un’area dedicata all’interno dell’Interporto rafforza il ruolo del polo pordenonese come hub di servizi per la mobilità e il trasporto. Questo potenziamento è perfettamente coerente con il piano industriale della Società, che aveva indicato l’adeguamento ferroviario come priorità per aumentare la competitività dell’Interporto e attrarre nuovi traffici merci.

Un quadro organico di investimenti strategici

“Le opere che vengono inaugurate – è il commento del presidente di Interporto Pordenone, Silvano Pascolo – rappresentano l’attuazione concreta del piano degli investimenti approvato dal Cda lo scorso anno, che prevedeva: potenziamento ferroviario, ampliamento dei piazzali operativi, miglioramento dei servizi agli autotrasportatori, sostenibilità ambientale, rafforzamento dei servizi amministrativi e istituzionali. La combinazione di fondi regionali, risorse europee e investimenti propri dimostra una strategia multilivello che punta a consolidare il ruolo dell’Interporto Pordenone come nodo logistico di riferimento per il Nordest e per i corridoi europei”.